13 gennaio 2010

Juke-Cofax /8

Dopo tanto (troppo?) tempo ecco una nuova puntata della Cofax Parade, la prima del 2010. Ancora una volta c’è di tutto: dai miti della musica (grazie Boss per non avere MAI pensato di darti alla recitazione ;) ) alle meteore (ma i Time Bandits?).

Miglior video della selezione è sicuramente quello di Peter Gabriel: Sledgehammer nel 1987  fece razzìa di premi agli MTV Video Music Awards ed è tuttora considerato l’archetipo dei video musicali in computer graphic. Sugli altri non mi pronuncio (anche se ho una preferenza personale per il brano di Russ Ballard…): ognuno troverà nel proprio cassetto dei ricordi un momento particolare da associare ad ciascun pezzo.

Chicca dagli anni ‘80: a TVL c’erano anche questi personaggi qui :mrgreen:

Back To The 80s – 08
Nik Kershaw – Wouldn’t It Be Good
***
Eric Carmen – I Wanna Hear It From Your Lips
***
Peter Gabriel – Sledgehammer
***
U2 – Pride (In The Name Of Love)
***
Bruce Springsteen – I’m On Fire
***
Time Bandits – Endless Road
***
Russ Ballard – Voices
***
Pet Shop Boys – Suburbia
***
Corey Hart – I Am By Your Side
***
Talk Talk – Such A Shame
***

3 gennaio 2010

CARMATIC PISTOIA-RIVIERA SOLARE RIMINI 91-80

Una volta il giorno dopo la partita ci si vedeva al BAR e se ne parlava…oppure si ascoltava soltanto chi ne sapeva più di noi… magari con un birrino o un aperativo in mano…   “quello ha fatto caare…”  “…luilì ha fatto una gran partita…”    “…a lui un gliela leva nessuno…”    … cambi sbagliati … tutti coach… chissà forse ci si può riprovare…

24 dicembre 2009

Regalo di Natale

Già, si tratta di un film ma non di quello di Pupi Avati bensì del capolavoro del nostro Jairowski che ha terminato l’editing del DVD della 4a Biciclettata.

L’opera sarà confezionata in una Special Edition. Nel frattempo però la pubblichiamo a puntate su quellidelcofax: di seguito il primo episodio ;)

Ah, Buone Feste a tutti..!

18 dicembre 2009

18 Dicembre

Un venerdì. Come diciassette anni fa.

Ciao Big Bear.

13 dicembre 2009

TUCI for TELETHON

SP.LA.M ! Una staffetta per la Vita.

Il nostro TUCI è stato il 39° dei 60 corridori che per una nobile causa hanno corso sulla pista del camposcuola di Pistoia ininterrottamente per 60 ore!!!

Ognuno di loro un ora di corsa senza sosta. Il Tuci ha corso dalle 23:00 alle 24:00 di sabato notte, mi è sembrato giusto sottolineare questa manifestazione di solidarietà organizzata dalla SILVANO FEDI che sposa perfettamente tutte le nostre iniziative in primis la biciclettata.

L’intento era anche di far due risate col Tuci sempre nel nostro stile, prendendoci in giro come ragazzini, ma una volta inserita la musica di sottofondo devo ammettere che un pò di nodo alla gola m’è venuto.

Inizialmente volevo mettere il contatore dei giri perchè nell’ora del Tuci ho ripreso ogni passaggio, ne manca solo UNO il pen’ultimo quindi contate voi i giri e aggiungetene uno, a chi per primo indovina faremo assaggiare la “BOMBA” che ha permesso al Tuci di velocizzare l’accesso agli “spogliatoi” del camposcuola… ah e non dimenticate l’SMS al 48548 per TELETHON, buona visione…. (Jair)

2 dicembre 2009

Boom Boom!

Nov. 26 2009 – Elio & Tarabaralla live at Keller Platz

Video by Jair (as usual)… Enjoy!!

29 novembre 2009

Uno Mattina ti ttiru tti ttù…

Il nostro buon Simone… è stato invitato ad UNO Mattina per parlare della biciclettata… E NON SOLO !!!

Purtroppo a quanto pare non hanno potuto per motivi di privacy mandare in onda il trailer della Biciclettata che però è stato visionato da Michele Cucuzza ed Eleonora Daniele…

Simone da buon “toscanaccio” ha seminato scompiglio in redazione, la Daniele si è dovuta far rifare il trucco più volte per  lacrime da risata fuori onda…

13 novembre 2009

12/09/2010: Ritorno al futuro

A questo giro vogliamo vedere se qualcuno viene fuori con roba del tipo “me l’avete detto tardi, non mi sono potuto organizzare”… :roll:

tirreno_20091113fonte: “Il Tirreno” del 13 novembre 2009

7 novembre 2009

C’è ancora il bar?

Vi proponiamo un articolo di Ilvo Diamanti pubblicato su Repubblica.it che riprende tante chiaccherate fatte col Raba e che potrebbe fornire qualche spunto di discussione. Chi vuole, si faccia avanti: il bar è aperto.

Il bar dei giovani senza fissa dimora

Un’amica che insegna ad Architettura mi ha interpellato, giorni fa, per sottopormi un problema. Nelle ore dedicate a Laboratorio, come ogni anno, ha proposto agli studenti un esercizio di progettazione. In questo caso: un bar. Da organizzare, negli spazi e negli arredi, secondo gli stili di vita e di consumo della loro generazione. Ha incontrato subito imbarazzo, più che perplessità. Come di fronte a un’ipotesi improbabile. Chessò: organizzare un torneo di calcio per i ragazzi del quartiere in un cortile. Quasi che i cortili esistessero ancora. Oppure, servissero a stare insieme, giocare, parlare, incontrare altre persone. Naturalmente non è così. I cortili servono ormai da parcheggi. La gente vi si ferma solo per transitare verso l’ingresso del condominio. Per rientrare a casa il più presto possibile. Quando si incontra un’altra persona perlopiù ci si limita a un saluto frettoloso. Buongiornobuonaseracomeva? Poi ciascuno per la propria strada. Tanto non si conoscono.

Così i bar. Non sono più quelli di una volta. Dove si passava il tempo – dentro – a parlare, giocare, bere, fumare. Guardare la tivù. Intorno ai tavoli, al biliardo. I bar come riferimento sociale e territoriale, a cui si affidava la propria identità. Perché a ogni bar corrispondevano un gruppo oppure molti gruppi caratterizzati da comuni modelli di valore oppure da comuni gusti – in fatto di musica, motori, calcio. Ma anche da comuni orientamenti politici e ideologici.

Quei bar non ci sono più. Perché, anzitutto, i giovani non hanno più “un” bar di riferimento. Perché non hanno più uno specifico modello culturale, di consumo oppure politico che li definisca. Perché non hanno più una sola compagnia con cui trascorrere il tempo. Perché non hanno una identità con un solo centro e una sola cerchia sociale di riferimento. I giovani – e soprattutto i più giovani – hanno, perlopiù, piccoli gruppi amicali, di poche persone. Spesso non esclusivi. Nel senso che frequentano persone diverse.

Appartengono a gruppi diversi. Per cui non ha senso fermarsi in un bar, ma neppure in un luogo specifico. Ne visitano, invece, molti dove incontrano persone e gruppi diversi. Per cui lo spazio dei bar è molto spesso rivolto all’esterno, più che all’interno. Un bancone, gli amplificatori che sparano musica, tavolini e sedie fuori, sui marciapiedi o sulla piazza. Ma in molti casi i giovani restano in piedi. A bere, chiacchierare, ridere, mangiar qualcosa. Poi si spostano altrove. Sempre in piccoli gruppi oppure da soli. A casa di qualcuno oppure al cinema. O in un altro bar, dove incontrano altri gruppi di giovani. Poi, dipende dagli orari. Dai giorni. Se è festa o vigilia di festa. Se è mattino, pomeriggio, notte. Sono luoghi di passaggio, i bar. Non centri di aggregazione e di socialità. Stazioni disposte lungo itinerari complessi, che raffigurano bene la complessa (ricerca di) identità dei giovani. Un’identità mobile e – necessariamente – incerta. I bar, come i social network, Facebook oppure Twitter, sono pagine dove si cercano amici, con cui si dialoga. Diverse pagine, costruite da persone diverse, talora intorno a un obiettivo, un proposito, una parola d’ordine. Dove incontri persone note, altre meno note, altre del tutto sconosciute. Che tali restano, anche se ti propongono il loro profilo.

I bar si sono adeguati in fretta a questi cambiamenti sociali. Il mercato, del resto, è sempre pronto e rapido a trasformare le novità culturali sul piano dei consumi. I bar oggi non sopportano una clientela (troppo) fissa e soprattutto (troppo) stabile e stanziale. La loro offerta varia di continuo, a seconda dell’ora e del giorno. Pasticceria, macchiatoni e cappuccini per la prima colazione, poi, a metà mattina, spuntineria e all’ora di pranzo, fast food, paninoteca. Per diventare, a tardo pomeriggio e fino a sera inoltrata, luogo di happy hour, che accompagna l’aperitivo ma può anche sostituire la cena. Infine, più tardi, cambia ancora. È semi-discoteca, pub, birreria. Dalla mattina a notte inoltrata: molti bar nello stesso bar. E molte persone diverse, molti giovani diversi, da soli o in compagnia. Per cui progettare un bar “dedicato” non ha senso. È come progettare una dimora fissa per i nomadi. E i giovani, i più giovani, in fondo, sono una generazione nomade. Senza fissa dimora. Anche se risiedono a lungo, molto a lungo, nella casa dei genitori. Ma sono sempre di corsa, sempre di passaggio. Senza territorio. Non hanno un posto fisso – non ci riferiamo solo al lavoro. E, forse, neppure lo cercano. Per ora, almeno. Domani chissà. Però domani è troppo avanti, troppo in là, troppo futuro, per una società – e una generazione – dove il futuro, più che imprevedibile, è imprevisto.

8 ottobre 2009

DVD della 4a Biciclettata della Salute: COMING SOON!

Con questo post il blog ritorna alla sua “forma” abituale. Ovviamente tutto il materiale della Biciclettata non è sparito ma è stato semplicemente spostato in una sezione di Quellidelcofax che potete raggiungere dal menu principale posto in alto in tutte le pagine.

Il nostro lavoro però non si è concluso: il Maestro Jair sta mettendo insieme il materiale audio/foto/video raccolto la mattina dello scorso 13 settembre in modo da realizzare un DVD degno dell’evento. Ovviamente vi terremo aggiornati sugli sviluppi futuri magari, chissà, anche a quelli relativi ad una prossima quinta edizione ;) Nel frattempo, per farvi venire l’acquolina in bocca, beccatevi questo gustosissimo trailer.